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Non autosufficienza, Auser: “Piani ancora insufficienti”

22/04/2026

Non autosufficienza, Auser: “Piani ancora insufficienti”

I Piani nazionali per la non autosufficienza e per l’assistenza agli anziani segnano un passaggio rilevante nella programmazione pubblica, ma allo stato attuale non bastano a rispondere in modo adeguato ai bisogni di milioni di persone fragili e delle loro famiglie. È la posizione espressa da Auser Rete Associativa Nazionale ETS, che ha analizzato i due strumenti mettendo in evidenza ritardi attuativi, nodi organizzativi e risorse giudicate non all’altezza della domanda crescente di assistenza.

Ritardi, PNRR incompleto e accessi troppo restrittivi

Secondo Auser, uno dei problemi principali riguarda l’attuazione concreta dei Piani, ancora frenata dall’andamento incerto delle riforme collegate e dalle difficoltà operative riscontrate sul territorio. Sotto osservazione finisce soprattutto il mancato completamento di alcuni interventi previsti dal PNRR, con particolare riferimento allo sviluppo delle Case della Comunità e dei Punti Unici di Accesso, indicati come snodi decisivi per costruire una presa in carico davvero efficace, continuativa e personalizzata delle persone non autosufficienti.

Nel quadro tracciato dall’associazione pesano anche i segnali arrivati dalla riforma della disabilità e dalla sperimentazione della prestazione universale. Auser richiama dati che, a suo giudizio, mostrano una riduzione delle domande accolte e criteri di accesso troppo selettivi. Il timore è che una parte consistente dei cittadini più vulnerabili possa restare esclusa da misure pensate per garantire tutela, sostegno e riconoscimento di diritti essenziali.

Due strumenti distinti ma destinati a dialogare

Uno dei punti centrali sollevati da Auser riguarda il rapporto tra il Piano nazionale per la non autosufficienza e il Piano nazionale anziani, che non è ancora stato adottato. Il primo copre la popolazione fino ai 70 anni, mentre il secondo è destinato agli over 70. Una distinzione anagrafica che, secondo l’associazione, rischia di produrre frammentazione e discontinuità se non accompagnata da un coordinamento reale tra i due livelli di intervento.

Auser invita quindi a considerare i due Piani come strumenti complementari, da valutare e sviluppare in modo congiunto. Tra le criticità segnalate compaiono la debole integrazione tra servizi sociali e sanitari, criteri di riparto delle risorse non sempre aderenti ai bisogni effettivi dei territori, la mancanza di finanziamenti strutturali aggiuntivi, i ritardi sia nell’adozione sia nell’attuazione delle misure e le difficoltà di raccordo tra amministrazioni centrali, Regioni e realtà locali.

La proposta: una presa in carico unica e più vicina alle famiglie

Per superare questi limiti, Auser propone un rafforzamento dell’integrazione tra i due Piani lungo tutta la filiera istituzionale. A livello nazionale chiede la definizione di un modello unico di presa in carico e di strumenti comuni per la valutazione dei bisogni; a livello regionale sollecita una programmazione integrata e una governance unitaria; sul piano territoriale punta invece su Punti Unici di Accesso realmente operativi, multidisciplinari e capaci di orientare famiglie e utenti senza dispersioni burocratiche.

Nelle proposte avanzate trovano spazio anche il rafforzamento del progetto personalizzato, l’introduzione di figure di case manager per i casi più complessi, un sistema informativo integrato, la formazione congiunta degli operatori e un coinvolgimento strutturato dei caregiver e del Terzo settore. Per Auser, senza un salto di qualità su risorse e coordinamento, il rischio è che i Piani restino sulla carta e non riescano a incidere sulla vita quotidiana delle persone non autosufficienti, degli anziani e delle famiglie che ogni giorno sostengono carichi assistenziali molto pesanti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è articolista specializzata in notizie locali, lifestyle urbano ed eventi. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, sempre a contatto con le persone e il territorio.