L’Aquila, Biondi sul 25 Aprile e i Nove Martiri
27/04/2026
Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha affidato al 25 aprile 2026 una riflessione sul valore della Liberazione nell’anno in cui la città è Capitale italiana della Cultura, richiamando la memoria dei Nove Martiri aquilani e delle vittime delle stragi di Onna e Filetto come parte viva dell’identità civile della comunità.
La libertà come responsabilità presente
Nel suo intervento, Biondi ha indicato il 25 Aprile come una data che appartiene a chi riconosce nella libertà, nella democrazia, nella dignità della persona e nel rifiuto della sopraffazione i fondamenti della convivenza nazionale. Una ricorrenza che, per L’Aquila, assume un significato particolare perché chiama la città a trasformare il ricordo in responsabilità pubblica.
Il sindaco ha sottolineato che la libertà non può essere considerata un’eredità acquisita una volta per tutte. Deve essere compresa, custodita e rinnovata attraverso un confronto consapevole con la storia. Da qui il legame con il percorso culturale promosso nell’anno della Capitale italiana della Cultura, pensato per rendere la memoria accessibile, visibile e capace di parlare alle nuove generazioni.
L’opera per i Nove Martiri, Onna e Filetto
In questo quadro si inserisce la richiesta rivolta all’Accademia di Belle Arti di realizzare un’opera dedicata ai Nove Martiri aquilani e ai martiri delle stragi di Onna e Filetto. Per Biondi non si tratta di un omaggio celebrativo, ma di un gesto civile e culturale, pensato per dare alla memoria una forma capace di durare e di entrare nello spazio pubblico con linguaggi comprensibili anche ai più giovani.
I Nove Martiri, ragazzi aquilani uccisi dai nazifascisti nel 1943, rappresentano una pagina fondativa della storia cittadina. A questo ricordo si affianca quello delle vittime innocenti di Onna e Filetto, colpite dalle truppe tedesche nel giugno 1944. Nomi e vite spezzate che, secondo il sindaco, consegnano alla comunità una verità netta: la libertà ha avuto un costo umano altissimo, pagato da giovani, famiglie e civili inermi.
Cultura, memoria e nuove generazioni
Biondi ha insistito sul ruolo della cultura come strumento per rinnovare la memoria senza ridurla a rito. I monumenti tradizionali o le intitolazioni, ha osservato, non sempre riescono a riattivare il legame emotivo e civile con gli eventi del passato. Per questo servono segni, opere e percorsi capaci di trasformare il ricordo in consapevolezza collettiva.
Il sindaco ha collegato questa impostazione anche al programma amministrativo 2022-2027, nel quale era previsto un percorso di riappropriazione della memoria dei Nove Martiri. Da quella linea era già nato, per l’ottantesimo anniversario dell’eccidio, il sostegno del Comune allo spettacolo “Processo per i Nove Martiri aquilani”, prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo e tratto dal libro di Walter Cavalieri, con una versione destinata anche alle scuole cittadine.
Per L’Aquila, città segnata dal dolore ma anche dalla ricostruzione morale e civile, il 25 Aprile diventa così un impegno verso il futuro. La memoria dei caduti, dei martiri e delle vittime delle rappresaglie viene indicata come patrimonio da trasmettere ai giovani, perché la libertà resti un bene esigente, legato alla conoscenza, al rispetto e alla responsabilità democratica.
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Andrea Bianchi è un content creator e reporter specializzato in notizie locali, eventi e attualità urbana. Racconta la vita della città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e telecamera.