Upi avverte il Governo: Province senza tagli o servizi a rischio
28/04/2026
L’Upi chiede che nella prossima Legge di Bilancio venga esclusa ogni riduzione delle risorse correnti destinate alle Province, dopo un contributo alla finanza pubblica già quantificato in oltre 2 miliardi di euro per il triennio 2026-2028. La posizione è stata espressa dal vicepresidente dell’Unione Province d’Italia, Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila, durante l’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Documento di finanza pubblica 2026.
Caruso: “Con altri tagli servizi territoriali a rischio”
Nel suo intervento, Caruso ha richiamato l’attenzione sulle possibili ricadute delle scelte di finanza pubblica sugli enti provinciali, chiamati a garantire funzioni essenziali per cittadini, scuole, territori interni e rete infrastrutturale. Secondo l’Upi, eventuali nuovi tagli alla spesa pubblica, dopo quelli già previsti dalle precedenti manovre, avrebbero un impatto diretto sulla capacità delle Province di assicurare servizi e interventi ordinari.
Il vicepresidente ha ricordato che le Province hanno già ricevuto un carico finanziario molto pesante per il triennio 2026-2028, con versamenti alla finanza pubblica superiori a 2 miliardi. Per questo, ha sostenuto, la prossima manovra dovrà tutelare le risorse di parte corrente, evitando riduzioni che potrebbero compromettere la gestione quotidiana delle competenze provinciali.
Investimenti pubblici e ruolo degli enti locali
L’analisi dell’Upi si inserisce in un quadro economico segnato da tensioni internazionali e instabilità geopolitica. Caruso ha indicato la necessità di adottare politiche economiche anticicliche, capaci di sostenere la crescita attraverso la spesa sociale e un nuovo piano strutturato di investimenti pubblici a partire dal 2026.
In questa prospettiva, l’eventuale richiesta all’Europa di sospensione del Patto di stabilità dovrebbe servire anche a rafforzare la programmazione di opere pubbliche affidate agli enti locali, con un ruolo centrale per le Province. Il vicepresidente Upi ha citato i risultati ottenuti grazie al Pnrr: tra il 2022 e il 2025 la spesa per investimenti delle Province è cresciuta dell’80%, segnale della capacità amministrativa di utilizzare le risorse assegnate e trasformarle in interventi concreti.
Scuole superiori, strade, ponti e gallerie tra le priorità
Per l’Upi, la stagione degli investimenti dovrà proseguire anche dopo il 2026, con programmi mirati sul patrimonio pubblico affidato alle Province. Le priorità indicate riguardano gli edifici delle scuole secondarie superiori e la rete viaria provinciale, comprese strade, ponti e gallerie, infrastrutture decisive per la mobilità quotidiana, la sicurezza degli studenti e il collegamento tra aree urbane, zone interne e territori montani.
Caruso ha indicato diverse possibili fonti di finanziamento: le risorse liberate dal superamento del Patto di stabilità europeo, i fondi non spesi del Pnrr e l’inserimento delle Province nei programmi di investimento legati ai fondi di coesione. Il vicepresidente ha inoltre chiesto che eventuali misure per fronteggiare gli effetti dello shock energetico e dell’aumento delle materie prime includano interventi specifici a favore degli enti locali, affinché i costi aggiuntivi non ricadano sulla capacità di garantire servizi e manutenzioni.
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Fabiana Fissore è articolista specializzata in notizie locali, lifestyle urbano ed eventi. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, sempre a contatto con le persone e il territorio.